Enuresi: una spiegazione e i suoi sintomi.

Enuresi

Enuresi in età scolare e adolescenziale: tra comportamento, psiche e interventi terapeutici integrati

L’enuresi notturna — la perdita involontaria di urina durante il sonno — è spesso considerata un disturbo tipico della prima infanzia. Ma quando si protrae in età scolare o adolescenziale, la sua portata psicologica si amplifica. Non è solo un problema medico o comportamentale: è una ferita silenziosa che può compromettere l’autostima, il senso di sicurezza personale e il rapporto con il corpo.

Una definizione essenziale

Per l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’enuresi viene diagnosticata quando il bambino, oltre i 5 anni, bagna il letto almeno due volte a settimana per almeno tre mesi consecutivi, in assenza di patologie organiche. Tuttavia, in adolescenza, l’enuresi diventa più complessa: raramente è isolata. Spesso è correlata a quadri di ansia, vissuti di vergogna e, in certi casi, a conflitti inconsci non risolti.

Oltre il sintomo: una lettura psicoanalitica

In ambito psicoanalitico, l’enuresi può rappresentare un’espressione somatica di tensioni profonde. Freud la riconduceva a conflitti legati alla fase anale, al controllo e al potere. Oggi, l’attenzione si è spostata sulla funzione del sintomo: a cosa serve quel comportamento? L’atto involontario può diventare un messaggio corporeo: un grido silenzioso per ricevere attenzione, un atto regressivo per tornare a una fase in cui il bambino si sentiva più protetto, o un modo simbolico per esternare un disagio inesprimibile a parole.

L’ipnosi terapeutica, in questo contesto, può rappresentare uno strumento potente: non tanto per “correggere” il sintomo, quanto per accedere ai livelli più profondi del vissuto soggettivo. In trance, il paziente può esplorare emozioni represse, riattivare risorse e riscrivere il significato del proprio sintomo. L’ipnosi non impone: facilita. Accompagna. Sblocca.

L’approccio comportamentale e il limite del sintomo

Dal punto di vista comportamentale, l’enuresi viene spesso trattata attraverso tecniche di rinforzo positivo, sveglie notturne, training vescicale e monitoraggio. Queste strategie possono essere efficaci nel breve termine, ma trascurano una domanda chiave: perché persiste? Se non si considera il mondo interno dell’adolescente — i suoi timori, le sue tensioni familiari, le sue lotte identitarie — il rischio è di ottenere un miglioramento sintomatico ma un peggioramento sul piano emotivo.

ACT e Mindfulness: modulare il controllo, accettare il sé

Acceptance and Commitment Therapy (ACT) e Mindfulness non mirano a eliminare il sintomo, ma a trasformare il rapporto che l’individuo ha con esso. ACT lavora sull’accettazione esperienziale: il ragazzo non è il suo sintomo. Non deve controllare ogni sensazione, ma imparare a starci dentro, senza fuggire o combattere compulsivamente. Si insegna a osservare il disagio senza esserne travolti, e a muoversi nella direzione dei propri valori, anche in presenza di difficoltà.

La Mindfulness, in parallelo, aiuta a sviluppare consapevolezza gentile e non giudicante del momento presente. In uno stato spesso dominato dalla vergogna e dalla frustrazione, l’auto-compassione può diventare il primo passo verso il cambiamento.

Un intervento integrato: mente, corpo, relazione

L’enuresi adolescenziale è un sintomo che chiama a raccolta più livelli di intervento: medico, psicologico, relazionale. Non esiste una “cura” unica. Ma esiste una direzione chiara: quella di un approccio terapeutico integrato, che combini il rigore delle tecniche comportamentali, la profondità dell’analisi simbolica, e la flessibilità degli approcci ACT, Mindfulness e ipnotico-terapeutici.

Curare l’enuresi non significa solo asciugare un letto. Significa offrire uno spazio dove il ragazzo possa smettere di vergognarsi del proprio corpo, dove impari a sentire senza fuggire, a parlare senza paura, a crescere senza doversi difendere da sé stesso.

Enuresi in età scolare e adolescenziale: tra sintomo, storia e interventi psicoanalitico-comportamentali

1. Il sintomo come voce del corpo

L’enuresi persistente in età scolare e adolescenziale non è solo un ritardo funzionale, ma un atto comunicativo del corpo. Non sempre è il segnale di una patologia organica: è spesso il modo in cui l’adolescente “dice” qualcosa che non può dire a parole. La sua funzione può essere regressiva, protestataria, consolatoria. È il corpo che si fa scena psichica.

2. Il contesto relazionale: le parti infantili dei genitori

Un nodo centrale, spesso trascurato, è il ruolo della relazione genitore-figlio. In molte situazioni cliniche, il sintomo del bambino riflette le parti inconsce, infantili e non elaborate dei genitori. Questo concetto, caro alla psicoanalisi relazionale contemporanea, si basa su alcuni principi:

Il genitore non è solo “figura educativa”, ma anche un essere psichico con un proprio bambino interno. Quando queste parti non sono state elaborate o riconosciute, possono infiltrare la relazione col figlio. Il bambino percepisce queste tensioni e, inconsapevolmente, può assumersi il compito di rappresentarle attraverso il corpo. In alcuni casi, il figlio diventa il luogo dove si manifestano angosce genitoriali non mentalizzate, ansie di separazione o paure di abbandono: l’enuresi si colloca in questo spazio transgenerazionale e simbolico.

Come scriveva Winnicott, “il sintomo del bambino è spesso la forma più visibile del disagio del sistema relazionale”.


3. ACT, Mindfulness e Ipnosi: l’intervento terapeutico integrato

Un modello efficace unisce approcci che lavorano su più livelli:

Acceptance and Commitment Therapy (ACT)

Aiuta l’adolescente a non identificarsi con il sintomo, ma a riconoscerlo come parte di un’esperienza più ampia. Offre strumenti per accettare emozioni spiacevoli, osservare pensieri dolorosi e agire comunque verso ciò che conta.

Mindfulness

Lavora sulla presenza non giudicante, fondamentale per chi vive il sintomo con vergogna e senso di colpa. Aumenta la tolleranza alla frustrazione e la capacità di autoregolazione emotiva.

Ipnosi terapeutica

In uno stato di trance guidata, l’adolescente può dialogare con il proprio mondo interno, dare forma simbolica ai conflitti e riattivare risorse evolutive. L’ipnosi non forza il cambiamento: lo facilita in profondità, rendendo accessibili contenuti emotivi che il linguaggio razionale fatica a gestire.

4. Lavoro clinico e supervisione terapeutica

Nei casi complessi di enuresi adolescenziale, è fondamentale un lavoro d’équipe e una supervisione clinica continua:

Lo psicoterapeuta lavora con il ragazzo o la ragazza, ma anche con il clima familiare: spesso serve un lavoro parallelo con i genitori. La supervisione permette al clinico di riconoscere le risonanze affettive del caso, evitare acting out terapeutici e mantenere una posizione analitica chiara. Un focus importante è sul controtransfert: l’enuresi può risvegliare nel terapeuta vissuti di impotenza, protezione, o irritazione, che vanno riconosciuti e metabolizzati.

5. Conclusioni e prospettive

L’enuresi in adolescenza non è solo un “problema da risolvere”. È un segnale. Un’occasione. Una porta aperta su una trama relazionale e affettiva più profonda.

Non si tratta di insegnare al corpo a trattenere, ma alla psiche a esprimersi.

E, spesso, di aiutare i genitori a riconoscere le proprie ferite antiche, per non doverle più far vivere ai figli.

Il cambiamento, in questi casi, non è lineare né immediato. Ma è possibile. Quando il sintomo è ascoltato senza giudizio, e quando terapeuti, genitori e ragazzi possono lavorare insieme per trovare un nuovo linguaggio per raccontarsi.

Bibliografia essenziale

Butler RJ, Holland P. The three systems approach to enuresis. Scandinavian Journal of Urology and Nephrology Supplementum, 2000. von Gontard A, Equit M. Comorbidity of ADHD and incontinence in children. European Child & Adolescent Psychiatry, 2015. Fisher P. et al. Psychological factors in children with enuresis: A controlled study. Pediatrics, 2013. Fonagy P., Target M. (2002). Psychoanalytic Theories: Perspectives from Developmental Psychopathology. Hayes SC, Strosahl K, Wilson KG. Acceptance and Commitment Therapy: The Process and Practice of Mindful Change. Kohen DP. Hypnosis and Hypnotherapy in Children. Winnicott DW. Il bambino, la famiglia e il mondo esterno.


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