di Dott. Antonio Cutrupi | 11 agosto 2025

Il Training Autogeno (TA) non è uno slogan da booklet wellness: è una metodica clinica con radici storiche e applicazioni pratiche.
Cos’è il Training Autogeno?
Il TA è una tecnica di autodistensione psicofisiologica nata negli anni ’30 per mano di Johannes H. Schultz. Basata su formule di concentrazione passiva e sul progressivo allenamento della regolazione vegetativa, mira a ridurre tensione muscolare, ansia e a migliorare il benessere generale.
Gli esercizi di base (Schultz)
- Pesantezza – favorisce il rilassamento muscolare.
- Calore – stimola vasodilatazione periferica e sensazione di calore.
- Fronte fresca – mantiene la vigilanza ed equilibra l’attività mentale.
Il modello in quattro stadi: Gastaldo–Ottobre
- Primo stadio: rilassamento frazionato e introduzione alla concentrazione passiva.
- Secondo stadio: inserimento e adattamento degli esercizi classici di Schultz, con progressione graduale.
- Terzo stadio: esercizi per consapevolezza corporea e riequilibrio emotivo.
- Quarto stadio: visualizzazione e tecniche avanzate per autoregolazione e sviluppo personale.
Perché scegliere l’approccio in quattro stadi?
Permette una progressione controllata, maggiore adattabilità clinica e strumenti per intervenire anche su aspetti emotivi e psicosomatici.
Benefici clinici e indicazioni pratiche
- riduzione di ansia e stress;
- migliore qualità del sonno;
- supporto nel dolore cronico e disturbi psicosomatici;
- maggiore consapevolezza corporea, utile anche in età pediatrica se adattato.
Conclusione
Il Training Autogeno, dallo schema classico di Schultz alla versione in quattro stadi di Gastaldo–Ottobre, è uno strumento potente: non una bacchetta magica, ma una competenza pratica da insegnare e allenare. E sì — funziona meglio se si pratica con costanza.
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