
Quando le parti trovano casa nel corpo
Introduzione
Viviamo frammentati.
Una parte di noi vorrebbe rallentare. Un’altra spinge per fare di più. Una parte giudica. Un’altra cerca di compiacere. Una si sente inadeguata. Un’altra si irrigidisce nel controllo.
Non è patologia. È la condizione umana contemporanea.
Ma esiste una via per passare dalla frammentazione all’integrazione?
La risposta che propongo oggi nasce dall’incontro tra due tradizioni europee nate quasi in parallelo: il Training Autogeno di Johannes Heinrich Schultz (1932) e la Psicosintesi di Roberto Assagioli (1927).
In questi anni stiamo commemorando l’eredità di Assagioli: il 2024 ha segnato il 50° anniversario della sua morte (23 agosto 1974), e ci avviciniamo al centenario della prima formulazione pubblica della Psicosintesi (1927). È il momento giusto per riscoprire quanto la sua visione – insieme al lavoro corporeo di Schultz – sia ancora straordinariamente attuale.
Due approcci che, letti insieme, offrono una mappa per chi cerca unità interiore senza negare la complessità.
Training Autogeno: il corpo come fondamenta
Prima di integrare, bisogna stabilizzare.
Il Training Autogeno non lavora “sulla mente”. Lavora attraverso il corpo.
Le formule di pesantezza e calore non sono suggestioni generiche. Sono istruzioni precise che permettono al sistema nervoso autonomo di ridurre l’iperattivazione e di sperimentare una condizione di maggiore sicurezza interna.
Quando il corpo si stabilizza:
- la mente smette di correre
- le emozioni trovano spazio
- le parti interne possono emergere senza travolgere
Non si tratta di “rilassamento”. Si tratta di regolazione profonda.
E la regolazione corporea è il prerequisito di qualsiasi lavoro psicologico serio.
Psicosintesi: riconoscere le sub-personalità
Roberto Assagioli, psichiatra italiano allievo di Freud e Jung, ha sviluppato un modello che anticipa di decenni ciò che oggi chiamiamo Internal Family Systems.
La Psicosintesi parte da un’intuizione semplice e potente:
“Noi non siamo una singola personalità, ma un insieme di sub-personalità.”
Ogni sub-personalità:
- ha una funzione protettiva
- porta con sé emozioni, credenze, memorie
- cerca di garantire la nostra sopravvivenza (psicologica ed emotiva)
Il problema non è avere queste parti. Il problema è quando:
- una parte domina tutte le altre
- le parti sono in conflitto permanente
- non sappiamo nemmeno di averle
La Psicosintesi non chiede di “eliminare” queste sub-personalità.
Chiede di riconoscerle, accoglierle e integrarle.
Sé personale e Sé transpersonale
Al centro del modello di Assagioli c’è una distinzione fondamentale:
- Il Sé personale: il centro di consapevolezza e volontà che coordina le sub-personalità.
- Il Sé transpersonale: la dimensione più profonda, quella che Jung chiamava “Sé superiore”.
Il lavoro di Psicosintesi procede su due livelli:
1. Psicosintesi personale – integrare le parti frammentate della personalità.
2. Psicosintesi transpersonale – connettersi con qualcosa di più vasto del piccolo io.
Ma qui sorge la domanda cruciale:
Come si fa a “integrare le parti” quando il sistema nervoso è costantemente in allarme?
Ed è qui che il Training Autogeno diventa fondamentale.
Training Autogeno e Psicosintesi: un dialogo necessario
Assagioli lo sapeva bene.
Anche lui, come Schultz, riconosceva il ruolo centrale del rilassamento corporeo nel lavoro psicologico.
La Psicosintesi prevede tecniche di distensione, visualizzazione e lavoro immaginativo. Ma senza una base di regolazione somatica stabile, queste tecniche rischiano di rimanere superficiali.
Il Training Autogeno offre proprio questo: una piattaforma corporea sicura su cui costruire il lavoro di integrazione.
Quando il corpo si stabilizza:
- le sub-personalità possono emergere senza travolgere
- il Sé personale ha maggiore capacità di osservazione
- diventa possibile accedere a stati più profondi senza perdere il contatto con il presente
In altre parole:
Il Training Autogeno prepara il terreno.
La Psicosintesi costruisce l’edificio.
Dal controllo all’orchestrazione
Né Schultz né Assagioli credevano nel “controllo forzato”.
Entrambi parlavano di un processo organico, rispettoso dei ritmi interni.
Nel Training Autogeno non si “forza” il rilassamento.
Nella Psicosintesi non si “combattono” le sub-personalità.
Si tratta piuttosto di creare le condizioni perché:
- il corpo trovi il suo equilibrio
- le parti trovino il loro posto
- il Sé possa esercitare una leadership compassionevole
Non controllo. Orchestrazione.
Non dominanza. Integrazione.
Un approccio pratico: come iniziare
Se vuoi lavorare con questa prospettiva integrata, ecco alcuni passi concreti:
1. Stabilizza il corpo (Training Autogeno)
- Pratica regolare delle formule di base (pesantezza, calore, cuore, respiro)
- Crea un rituale quotidiano di 10-15 minuti
- Osserva senza giudicare ciò che emerge
2. Riconosci le sub-personalità (Psicosintesi)
- Nota quali “parti” si attivano in determinate situazioni
- Dai loro un nome (es. “il Perfezionista”, “il Critico”, “il Bambino Ferito”)
- Ascolta cosa hanno da dire
3. Integra attraverso il dialogo interno
- Dopo una sessione di Training Autogeno, quando sei in uno stato di calma
- Immagina di parlare con una delle tue parti
- Chiedile: “Di cosa hai bisogno? Cosa stai cercando di proteggere?”
4. Connettiti con il Sé
- Sperimenta momenti di dis-identificazione (“Io ho un corpo, ma non sono il mio corpo”)
- Cerca momenti di quiete interiore, anche brevi
- Nota cosa accade quando le parti si calmano
Conclusione
Roberto Assagioli ci ha lasciato una visione straordinaria:
“Mai aut-aut, sempre et-et” (Never either/or, but both/and)
Il Training Autogeno non serve a “rilassarsi e basta”.
La Psicosintesi non è solo “introspezione psicologica”.
Insieme, offrono una via di trasformazione che:
- parte dal corpo
- riconosce la complessità interiore
- tende verso l’unità
Non eliminare le parti. Orchestrale.
Non negare il corpo. Abitalo.
Non cercare la perfezione. Cerca l’integrazione.
Il corpo è la casa in cui le parti possono finalmente trovare pace.
Bibliografia essenziale
- Assagioli, R. (1973). Psicosintesi: per l’armonia della vita. Astrolabio.
- Assagioli, R. (1927). “A New Method of Healing: Psychosynthesis”. Hibbert Journal.
- Schultz, J.H. (1932). Il Training Autogeno. Feltrinelli.
- Ferrucci, P. (1982). Crescere: Teoria e pratica della Psicosintesi. Astrolabio.
- Giovetti, P. (2024). Roberto Assagioli: The Life and Work of the Founder of Psychosynthesis. (Traduzione inglese).
Dott. Antonio Cutrupi
Medico Chirurgo – Specialista in Chirurgia Pediatrica
Trainer di Training Autogeno TAI-TAS. Ipnoterapista clinico.
Counselor Professionista e Life Coach.
Mindfulness e MindAct
Per approfondimenti:
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