
Si è tenuta ieri, presso la Sala Riunioni del Padiglione Leonardo dell’Ospedale Del Ponte (ASST Sette Laghi, Varese), una giornata formativa dedicata al teamworking, affrontato attraverso l’integrazione di Mindfulness e ACT (Acceptance and Commitment Therapy), nell’ambito del corso accreditato ECM/CPD Regione Lombardia “Il valore del coordinatore nell’Ospedale Del Ponte: consapevolezza del proprio ruolo, proattività ed opportunità”.
Il team come terreno psicologico, non solo organizzativo
Il lavoro di squadra è spesso descritto in termini di ruoli, processi e flussi. Ma chi coordina sa bene che un team è prima di tutto un campo relazionale ed emotivo: aspettative, tensioni implicite, evitamenti, reazioni automatiche. Tra gli obiettivi del percorso formativo c’è proprio il miglioramento del clima di équipe, la riduzione dei conflitti disfunzionali e l’aumento della fluidità organizzativa. Per intervenire su questi piani servono strumenti che agiscano sulla dimensione interna delle persone, non solo sulle procedure.
Mindfulness: presenza e regolazione
La pratica mindfulness allena la capacità di accorgersi di ciò che accade — dentro e fuori di noi — senza reagire in automatico. Per chi lavora in team, questo significa saper riconoscere il “pilota automatico” nelle interazioni, sostare un istante prima di rispondere a una provocazione o a un’urgenza, e mantenere attenzione e lucidità anche nei momenti di pressione. È la base su cui costruire relazioni di lavoro più consapevoli.
ACT: flessibilità psicologica e valori condivisi
L’Acceptance and Commitment Therapy aggiunge una direzione. Attraverso processi come la defusione (prendere distanza dai propri pensieri rigidi), l’accettazione (fare spazio al disagio invece di combatterlo) e la chiarificazione dei valori, l’ACT aiuta il singolo e il gruppo a non restare invischiati nei conflitti, ma a orientare l’azione verso ciò che conta: la missione di cura. Un team flessibile non è un team senza attriti, ma un team capace di accogliere l’attrito e continuare a muoversi nella direzione giusta.
Cosa abbiamo esplorato insieme
Durante la sessione abbiamo lavorato sul riconoscimento delle reazioni automatiche nelle dinamiche di gruppo, su semplici pratiche di ancoraggio utilizzabili nel quotidiano, sulla distinzione tra reagire e rispondere, e sull’identificazione dei valori condivisi come bussola dell’azione collettiva. L’obiettivo è stato offrire ai coordinatori strumenti integrati e immediatamente trasferibili nella vita dell’équipe.
Una competenza che si coltiva
Mindfulness e ACT non offrono ricette, ma direzioni di allenamento. La giornata di ieri è stata un primo passo strutturato: un invito a portare consapevolezza e flessibilità psicologica nel lavoro di squadra, perché un coordinatore che sa “stare” nelle relazioni costruisce un team che cura meglio.
Ringrazio i colleghi per la partecipazione attiva e l’apertura con cui si sono messi in gioco.
A cura del dott. Antonio Cutrupi
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